Ragazzi con la pistola (blogger’s cut)

Ripropongo, opportunamente riveduto e corretto, un post già pubblicato su Macchianera.

E’ un po’ di giorni che ci penso dopo l’accaduto e gli articoli sui giornali. Un ragazzo di 16 anni non dovrebbe morire. Ma nemmeno compiere una rapina. Un ragazzo di 22 anni non dovrebbe sparare al volto di un rapinatore, ma nemmeno trovarsi con una pistola puntata in fronte.

Il tempo condizionale ha i suoi perchè ma va bene per il “prima” o per il “dopo”, per la teoria o la morale della favola. Per il “durante” va bene solo il presente, di per se ignorante.

Ignorante di due “bravi ragazzi”, di buona famiglia, che certamente non sono usciti di casa con l’idea di fare Doom e che si sono trovati l’uno di fronte all’altro con una pistola (una giocattolo, l’altra vera) puntata al volto. Due ragazzi che, in quell’istante, non sapevano tutto quello che sappiamo noi ora. Uno muore e l’altro è inquisito per omicidio volontario

Le cose sarebbero potute andare in mille altri modi. Ma in quell’istante in cui si decide tutto e non si sa niente del prima e del dopo ci è scappato il morto.

Si piange un ragazzo di 16 anni e si da addosso ad un altro di 22 anni. E si rischia di trarre da tutta questa storia la morale sbagliata.
Non è solo un ragazzo che ne uccide un altro, ma un carabiniere che spara ad un rapinatore.

June 12, 2007