Orgoglio e pregiudizio (la mia prima volta)

…e così sono sopravvissuto al mio primo pride. Non faccio fatica ad ammettere che la cosa mi terrorizzasse più di un viaggio oltreoceano. Mi terrorizzava visto il clima degli ultimi tempi. Tempi in cui i gay sono argomento di ogni giorno ma anche al centro di brutte attenzioni. Ma anche terrore che tutto risultasse un flop.

E’ per questo che, con un piccolo sforzo, ho deciso di partecipare. Una goccia tra un milione (o 300mila o, più presumibilmente 500mila). E’ stato esaltante. Sono passato da chi “ci devi essere per capire” a chi c’è stato e capisce e non lo vede solo alla tivvù.

Tra gente comune in jeans e maglietta e gente comune con i paramenti più disparati e il loro carico di vita. Il popolo omosessuale per quello che è. Che piaccia o meno.
Eravamo solo noi: nessun partito, sindacato. Nessun black block a rovinare la festa. Buoni buonini sul nostro percorso, rivendicando diritti senza toglierli a nessuno, lottando in un abattaglia universale Eppure per chi non c’era saremo stati quattro gatte travestite e scollacciate.

Tra la gente nelle auto che sorpassava i pullman, gli avventori in autogrill, le famiglie affacciate ai balconi, le statue benedicenti dei santi sulle basiliche di Roma mi sono reso conto quasi subito di partecipare ad un momento storico per il movimento e per la storia di tutti.
Non mi sarei mai perdonato di non esserci. Non sento quasi la fatica.

June 18, 2007